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Housesoftheholly presenta Dott.Marta Avanzi : L’anello alla zampa possibile pericolo per gli uccelli

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Siamo così abituati a vedere l’anellino alle zampe dei canarini e delle cocorite che non ci facciamo caso, come se fossero parte integrante dell’animale. In realtà l’anellino, che viene applicato dall’allevatore i primi giorni di vita, può causare gravi danni alla zampa. Può infatti accadere che le scaglie dell’arto, che periodicamente vengono eliminate, si accumulino sotto l’anellino fino ad occupare tutto lo spazio. Pian piano l’accumulo arriva a stringere la zampa, ostacolando la circolazione del sangue. A questo punto le dita si gonfiano e l’uccellino manifesta il disagio smettendo di appoggiare il piede. Con il tempo la circolazione si blocca completamente e i tessuti del piede muoiono: la zampetta si mummifica.
Questo anellino inizia a stringere la zampa.
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Per questo è importante osservare regolarmente l’anellino e verificare che al di sotto non ci sia un accumulo di detriti cutanei. Se le dita appaiono gonfie, poi, non vi sono dubbi che l’anellino stia creando gravi problemi. Non si deve tardare a portare l’uccellino da un veterinario esperto in medicina aviare per far rimuovere l’anello. Se non viene tolto in tempo, la zampa è perduta.

Per il veterinario è relativamente facile togliere l’anello quando ancora gira liberamente intorno alla zampetta: occorre pazienza e delicatezza utilizzando una piccola fresa a motore. Ma quando la zampa è gonfia e non lascia spazio  sotto l’anello l’intervento è di quelli che fanno venire i sudori freddi, perché si rischia di lesionare la zampa o spezzarla e occorre estrema attenzione. A volte, rimosso con successo l’anello si osserva che al di sotto non è rimasto altro che l’osso della zampa. In questo caso si può solo ricorrere all’amputazione, con la consolazione che il canarino può vivere anche con una sola zampetta.
Un’anellino troppo stretto:
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le dita si stanno gonfiandoLa stessa zampa dopo l’asportazione dell’anello: guarirà senza conseguenze.

Lesione avanzata:
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il piede è molto gonfio.Tolto l’anello, al di sotto si notano gravi lesioni ai tessuti della gamba.
Per evitare questi disastri, basta solo un po’ di attenzione alle condizioni dell’arto, osservando con attenzione il canarino o il pappagallino.

Fortunatamente, per i canarini sono stati ideati anellini di nuovo tipo, che possono essere allargati e rimossi senza doverli aprire con la fresa. Si spera che possano presto soppiantare quelli chiusi, in modo da prevenire un sacco di guai.

Un anellino del tipo aperto da un lato, facilmente asportabile in caso di necessità.
Detto questo possiamo solo ripetervi che nel maleaugurato caso incappaste in questo tipo di problema affidatevi ad un Veterinario esperto per alleviare dolore ed asportare l’anello dalla zampa con i dovuti criteri, MAI E RIPETO MAI improvvisarsi presunti dottori aviari.

Housesoftheholly presenta Dott.Marta Avanzi : Gli uccelli hanno davvero bisogno di grit ?

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E’ una pratica abituale lasciare a disposizione degli uccelli del grit (materiale costituito da minuscoli sassolini) per aiutare la digestione. Ma è davvero necessario o utile?

Esistono due tipi di grit, uno solubile (digeribile) e uno non solubile (indigeribile). Quello solubile, come ad esempio i gusci di conchiglie sbriciolati, viene dissolto nell’apparato digerente e non è utile per la digestione, ma dovrebbe servire come fonte di calcio, anche se in realtà il suo assorbimento è assai scarso. Il grit insolubile è composto da piccoli cristalli di silice; rimane nello stomaco e aiuta a digerire l’alimento con un’azione di “macina”. Gli uccelli non hanno denti e ingeriscono il cibo senza masticarlo, anche se i pappagalli e i passeriformi (come i canarini) sgusciano i semi con il becco prima di ingoiarli. La digestione avviene principalmente per opera degli enzimi digestivi. I colombi, invece, ingeriscono i semi interi, senza sgusciarli, e ingeriscono delle pietruzze per aiutarsi nella digestione.

La dieta degli uccelli in cattività è piuttosto diversa da quella degli uccelli selvatici, molto più ricca e facilmente digeribile anche senza l’aiuto del grit. I pappagalli a cui viene somministrata una dieta appropriata non hanno bisogno di grit. Per quanto riguarda i passeriformi, la somministrazione di grit solubile può essere benefica, ma non hanno alcun bisogno di grit insolubile. Spesso ne ingeriscono in quantità eccessiva, causando problemi quali l’irritazione dell’apparato digerente o l’impaccamento del gozzo o dello stomaco. A volte gli uccellini ingeriscono troppo grit nel tentativo di compensare una carenza minerale.

Ai passeriformi va offerta solo una piccola quantità di grit (un pizzico) una volta ogni 2-3 settimane oltre, ovviamente, ad una dieta sana e bilanciata.

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In ogni caso, se si desidera offrire del grit, questo va fatto con alcune precauzioni.

Non va posto sul fondo della gabbia, dove si sporca con le feci e diventa quindi una fonte di batteri. Non va lasciato sempre a disposizione, per evitare che venga ingerito in quantità eccessiva.Se l’uccello sembra particolarmente avido di grit è consigliabile consultare un veterinario per escludere che abbia qualche problema digestivo o carenze alimentari.Non si deve utilizzare grit contenente carbone vegetale perché quest’ultimo ostacola l’assorbimento di diverse vitamine, causandone la carenza.

In conclusione, la cosa essenziale è fornire un’alimentazione sana e bilanciata: in questo caso non è necessario offrire il grit. Ai canarini si può eventualmente offrire saltuariamente una piccola quantità di grit solubile, ma non è indispensabile e probabilmente neppure utile.

Husesoftheholly presenta Dott. Marta Avanzi : Tre semplici modi per controllare la salute dei pappagalli

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pappagalli, come gli uccelli in generale (ad eccezione dei rapaci), sono animali da preda. Poiché i predatori puntano alle prede più facili, come gli animali malati, gli uccelli hanno elaborato una strategia per sfuggire alle attenzioni di chi li vuole mangiare quando non stanno bene: fingono di essere in salute. Perciò un pappagallo ammalato cercherà di nascondere il suo malessere comportandosi in modo normale quando viene osservato: fingerà di essere attivo e, in particolare, di mangiare. Gli uccelli ammalati sembra che si alimentino normalmente perché vanno alla vaschetta del cibo e lo prendono nel becco, ma per lo più lo fanno cadere a terra.

Questo meccanismo di difesa purtroppo inganna anche i proprietari a cui sfugge lo stato di malattia dell’animale, fino a che questo sta così male da non riuscire più a portare avanti la commedia. Allora se ne sta fermo sul posatoio, con le penne arruffate e il capo sotto l’ala, indifferente a ciò che lo circonda. A meno che non si tratti di una forma acuta, gli uccelli che manifestano questo comportamento sono ormai ad uno stato avanzato, cronico, di malattia, magri e debilitati, con pochissime risorse per risalire la china anche se sottoposti alle cure appropriate. Capita di continuo ai veterinari che si occupano di medicina aviare ricevere pazienti ormai emaciati, in cui ormai è troppo tardi per intervenire, senza che il proprietario avesse idea della gravità della situazione fino ad uno o due giorni prima.

Per non farsi trarre in inganno vi sono delle semplici attenzioni da rivolgere al proprio pappagallo, per capire che non sta bene anche se finge di consumare il cibo. Facendolo regolarmente si possono cogliere per tempo i segni che qualcosa non va.Se l’animale è abituato a farsi toccare, si devono palpare i muscoli pettorali per valutarne lo sviluppo. Un pappagallo in buono stato di salute avrà un buono sviluppo dei pettorali, mentre in un individuo troppo magro la prominenza dello sterno sarà evidente.Pappagalli ben socializzati, abituati a stare in mano e ad uscire dalla gabbia senza pericolo di fuga, possono essere pesati ponendoli su una bilancia elettronica, precisa al grammo. È il metodo migliore di valutare perdite di peso anche lievi. In condizioni normali è sufficiente pesare l’animale 1-2 volte alla settimana.

In caso di pappagalli non socializzati, che non possono essere maneggiati senza doverli catturare con grave stress reciproco, si può osservare la produzione di feci. Il cibo può essere sparso in terra, ma se non viene consumato ovviamente l’animale non produrrà feci. Se si pongono sul fondo della gabbia dei fogli di carta, meglio se bianchi come la carta da cucina, è facile osservare la quantità di feci prodotte nella giornata e il loro aspetto. Un’alterazione nella quantità o nell’aspetto delle feci ci fa subito capire che qualcosa non va. Se il pappagallo non è solo nella gabbia può essere più complicato capire che c’è un soggetto malato, per cui resta importante l’osservazione diretta, e discreta, del comportamento degli uccelli da una certa distanza per alcuni minuti. Un pappagallo che non sta  bene non riesce a mantenere a lungo un atteggiamento normale senza ricadere in uno stato di apatia quando si sente al sicuro da sguardi indiscreti.

Questi accorgimenti possono essere impiegati anche nei piccoli passeriformi, come i canarini, soprattutto il controllo delle feci, visto che questi uccellini in genere non sono abituati a farsi maneggiare.

Dott.veterinaria Marta Avanzi.

Housesoftheholly presenta Dott.Marta Avanzi : Comportamento di foraggiamento nei pappagalli

 
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I pappagalli, come gli uccelli in generale, presentano un comportamento naturale che si chiama comportamento di foraggiamento. Come dice il nome, è un’attività che consiste nella ricerca del cibo e che tiene occupato l’animale come minimo sei ore al giorno ma spesso molto di più. I pappagalli in cattività hanno sempre a disposizione ciotole ripiene di cibo nutriente e non richiedono più di 20-30 minuti per nutrirsi. È evidente che rimangono parecchie ore in cui questi animali non sanno cosa fare e si annoiano, con evidenti ripercussioni negative a livello psicologico e la possibile insorgenza di problemi comportamentali. Un pappagallo che non sa cosa fare e che non ha una sufficiente interazione con i membri della famiglia può iniziare a impiegare un tempo eccessivo nella pulizia delle penne, arrivando a sviluppare una sindrome da autodeplumazione (strappamento delle penne), un problema molto comune nei pappagalli in cattività.

È evidente che se riusciamo ad aumentare il tempo dedicato al foraggiamento miglioreremo decisamente le condizioni di vita del pappagallo, aiutando a prevenire o a trattare i problemi comportamentali. Possiamo ottenere questo risultato mediante diversi accorgimenti, da provare e variare secondo la risposta del singolo animale, che hanno lo scopo di aumentare il tempo necessario per trovare il cibo e nutrirsi.

Si può nascondere il cibo in cartocci, tubi di cartone, pallottole di carta, contenitori delle uova in cartone. È necessario insegnare al pappagallo, mostrandoglielo, che il cibo è contenuto all’interno.Molte specie di uccelli sono abituate a foraggiarsi a terra. Nel caso di uccelli abituati a uscire regolarmente dalla gabbia si può spargere il cibo in giro per il pavimento, meglio ancora se avvolto in un cartoccio o nascosto sotto un pezzo di carta. Non tutti i “nascondigli” devono contenere il cibo, per rendere la ricerca meno semplice.Secondo lo stesso principio si può nascondere e il cibo in un vassoio o un recipiente pieno di sassolini, corteccia o materiali simili.Si possono praticare dei fori in un ramo non trattato, da inserire nella voliera come posatoio o da appendere, in cui infilare pezzetti di cibo visibili ma non immediatamente raggiungibili.Esistono in commercio degli appositi giochi, di plastica dura o di legno, che il pappagallo deve manipolare per far uscire l’alimento.Si può usare il cibo come ricompensa per insegnare al pappagallo dei comportamenti desiderati.

In questo bel blog americano foragingforparrots.com/ sono illustrate tantissime idee da realizzare in casa, mentre queste foto prese da Internet ne mostrano alcune molto belle, sia da comprare che da fare.
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Housesoftheholly vuole ringrazia la Dott.veterinaria Marta Avanzi per l’articolo e sopratutto per l’attenzione alle problematiche quotidiane dei nostri Pappagalli.

NOVITA’ H24

Dopo due anni di studio e ricerca sono lieto di presentarvi Keratin Up.
Finissimo spray professionale ad elevato potere idratante e ristrutturante. Ideato per mantenere il piumaggio degli uccelli. Aumenta la struttura della piuma la lucentezza.
Conferisce volume ed un corretto equilibrio cheratinica a tutti i soggetti che presentano il piumaggio scomposto. Risultati istantanei visibili già dopo un primo trattamento.
Keratin Up è ricco di cheratina e collagene ideali per intensificare i colori del piumaggio.
La sua composizione consente il massimo assorbimento alle barbe ed alle barbe dei principi attivi contenuti nel prodotto.
Consigliato per la preparazione alle mostre.
Keratin Up sarà disponibile in commercio da fine aprile.
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Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 5.000 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 4 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.